MIO SIGNORE SONO FRANCESCO
Quante volte nei primi tempi della mia conversione, mi sono presentato al nostro Redentore con questa semplice espressione, non sapendo offrire una degna lode. Con la mente e col cuore chiedevo: " Signore metti un pò d' amore in me, fa che il mio cuore palpiti quando penso a Te, fai che possa guardare ai miei fratelli con amore, metti in me il sentimento del perdono. "
Il Signore ha ascoltato questi miei pensieri e ha cominciato la Sua opera in me. Una sera, durante una preghiera insieme ai miei " fratellini " del Rione Aldisio, potei aprire il mio cuore ed offrirGli una vera lode confessando: " Ti amo ".
Dopo qualche giorno andai nella comunità di via Napoli ed espressi ad un fratello il desiderio di pregare per ricevere lo Spirito Santo. Subito mi fu detto che il Venerdì ci sarebbe stata una preghiera. Quel Venerdì il mio cuore palpitava forte. Mi inginocchiai e i9 fratelli pregarono tutti per me. Cercavo la presenza di Gesù, lo chiamavo fino all’ultimo fiato e poi riprendevo ossigeno. Dopo un pò, il mio cuore sentiva qualcosa di diverso, sembrava essersi spostato fino alla gola, non controllavo più la mia lingua e sentivo che il Signore era " mio " mentre un pianto liberatorio sgorgava dalla mia vita esprimendo fede, speranza viva, timore, rispetto della Parola di Dio e vergogna per ciò che ero stato fino a quel momento.
Finita la preghiera piangevo di gioia, non mi sembrava ancora vero ciò che il Signore aveva fatto per me, ma poi ho compreso che il signore è " Amore " e mi sono volentieri arreso alla Sua bontà.
Ai primi di marzo andai nella comunità del Rione Aldisio. Non ricordo bene ciò che il Fratello stava predicando ma ricordo la gioia e l'amore che le Sue parole trasmettevano e l'atmosfera che si avvertiva nel " cielo " della Chiesa.
Da quando il Signore ha cominciato l'opera Sua, la mia vita ha subito grandi cambiamenti. Problemi che prima mi sarebbero apparsi insuperabili oggi passano quasi inosservati perché posso presentarli al mio Signore sapendo che Egli, certamente, se ne farà carico. Nei momenti di afflizione mi sento consolato da una voce interna al mio cuore che sussurra parole che, né un amico, né un padre terreno sarebbe in grado di pronunciare ma che solo Gesù sa pronunciare.
Non dimenticherò quel 2 aprile 2004 in cui il Signore ha voluto prendere dimora nell'ultimo dei suoi servi.
Francesco Giacoppo